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CORRENTI VAGANTI

Le correnti vaganti sono disperse nel terreno da impianti elettrici a corrente continua che usano il terreno come conduttore di ritorno (ferrovie, tranvie, ecc).

In generale, le correnti vaganti sono molto più intense delle correnti dovute ai terreni corrosivi e possono raggiungere valori dell'ordine delle decine di Ampere. Per valutare i danni che possono provocare queste correnti pensiamo ad esempio che una corrente continua di a Ampere, quando passa da un elettrodo di ferro puro ad un elettrolita (terreno, acqua, ecc) consuma teoricamente, in un anno, 9,1 KG di metallo.

 

 

PROTEZIONE PASSIVA ED ATTIVA (O CATODICA)

Poiché le corrosioni si manifestano nelle zone in cui una corrente continua passa dalle tubazioni all'ambiente circostante, è anzitutto necessario isolare le tubazioni con un efficace rivestimento esterno. Sui tubi dotati di rivestimento isolante le corrosioni si concentrano nei punti in cui il rivestimento protettivo manca o è stato lesionato; queste corrosioni non pregiudicano però la resistenza complessiva delle tubazioni che possono essere facilmente riparate (ad esempio, con saldature a riporto).

I rivestimenti devono essere ben aderenti alle tubazioni; le guaine di polietilene usate in alcuni casi per proteggere tubi nudi non possono essere considerate una efficace difesa a lungo termine. La guaina, infatti, può essere lacerata o perforata durante la messa in opera dei tubi e l'assestamento del terreno, per cui le acque di infiltrazione possono portare a contatto dei tubi le sostanze corrosive dei terreni circostanti.

La protezione data dal rivestimento deve essere poi integrata da altre buone regole di progettazione e di posa come il rivestimento delle giunzioni, l'inserzione di giunti isolanti, l'isolamento dei tubi guaina (ad esempio negli attraversamenti stradali e ferroviari), il distanziamento da altre tubazioni o cavi interrati, eccetera (protezione passiva).

La difesa delle corrosioni è completata inviando dal terreno alle tubazioni una corrente maggiore di quella che tende ad uscire (protezione catodica); questa corrente può essere fornita da anodi di magnesio o da alimentatori collegati alla rete di distribuzione dell'energia. Si ricorre normalmente agli alimentatori per tubazioni di notevole lunghezza ed in presenza di correnti vaganti consistenti. Misurando i potenziali elettrici tubo-terra si può controllare il livello di protezione raggiunto e, quindi, l'arresto dei fenomeni corrosivi.

Per le condotte protette catodicamente si possono impiegare quindi gli spessori minimi richiesti dalla resistenza meccanica dei materiali, nel rispetto di coefficienti di sicurezza previsti dalle norme vigenti, senza dover ricorrere a sovraspessori dei tubi, come necessario quando si impiegano altri materiali che non è possibile o conveniente proteggere catodicamente.

Per tubazioni lunghe alcuni chilometri, ben isolate e con una buona conduttanza elettrica longitudinale, il costo della protezione catodica è una percentuale minima che si aggira intorno allo 0,5 - 1% dell'intero investimento.

 

 

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